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Soccorso Alpino a pagamento : ecco la proposta di legge in Abruzzo


Gustav Thoeni con Paolo De Luca per promuovere la proposta di legge sul soccorso alpino a pagamento in montagna, per la promozione e tutela del patrimonio montano abruzzese.

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A promuovere l’introduzione del Soccorso alpino a pagamento sono stati due consiglieri regionali, Luciano Monticelli (PD) e Pierpaolo Pietrucci (PD). L’Abruzzo pare si stia dando una mossa dopo  l’approvazione della legge che istituisce il “ticket” in Lombardia.  Lo scorso anno, infatti, dopo Veneto, Trentino e Valle d’Aosta anche la Lombardia ha deciso in tal senso.

Si dovrà pagare nel caso vi siano comportamenti imprudenti o negligenti, se vi è un ferito con codice bianco o nessun ricovero in ospedale.

Cosa prevede la proposta di legge Reasta (Rete Escursionistica alpinistica speleologica teorrentistica Abruzzo) consta di 15 articoli. Il documento è finalizzato alla disciplina, alla promozione e tutela del turismo montano, in relazione alle funzioni ed ai valori sociali, culturali, ambientali, didattici e di tutela del territorio, per uno sviluppo sostenibile ed economico dell’Abruzzo, con la manutenzione, il recupero, la conoscenza, la salvaguardia del territorio, delle specificità locali naturali e culturali. Questi obiettivi si pongono, tra gli altri, come risorsa allo spopolamento di alcune aree della regione con la manutenzione, il recupero, il censimento, attraverso la valorizzazione, dei sentieri e dei percorsi degli itinerari escursionistici, delle Vie ferrate, delle vie alpinistiche, delle vie di arrampicata sportiva, dei tratturi, delle ippovie, delle piste mountain biking, delle grotte e dei torrenti, (REASTA), che ne favoriscano una corretta e consapevole fruizione. In pratica, si tratta della promozione del turismo montano attraverso il corretto esercizio di ogni attività escursionistica, alpinistica, speleologica e torrentistica regolata dalla presente proposta di legge.

Insomma, è indispensabile responsabilizzare i fruitori delle aree interne dopo aver dato loro gli strumenti necessari per la loro fruizione quali informazione, formazione e nel caso di imperizie, il pagamento delle prestazioni di soccorso.

Al momento pare ci siano due proposte in merito a tale prestazioni.

In generale, gli interventi di soccorso ed elisoccorso di carattere sanitario, comprensivi di recupero e trasporto, devono considerarsi, dice la Reasta, come prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale se effettuati nei limiti di quanto disposto dall’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992. Le centrali operative dei SUEM 118 verificano e certificano la sussistenza o meno del carattere sanitario degli interventi.

Gli interventi di soccorso ed elisoccorso di carattere non sanitario, comprensivi di recupero e trasporto, qualora non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un pronto soccorso, sono soggetti a una compartecipazione alla spesa a carico dell’utente trasportato, se richiesto da quest’ultimo o riconducibile ad esso. La compartecipazione è aggravata qualora si ravvisi un comportamento imprudente. La classificazione degli interventi di soccorso e recupero in ambiente montano, impervio o ostile ed ipogeo a titolo di soccorso sanitario o non sanitario, urgente o non urgente, è attribuita dalla Sala Operativa 3 Regionale Emergenza Urgenza 118, che effettua l’intervento in coordinamento con l’equipe di soccorso sanitario e il Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico dell’Abruzzo.

Come si diceva, la Reasta è finalizzata, in generale, alla promozione e tutela del patrimonio montano abruzzese. In tale ottica, la proposta di legge prevede sanzioni amministrative pecuniarie:

  1. a) da euro 100 a euro 1.000 chiunque faccia uso di segnaletica difforme da quella definita dal regolamento attuativo di cui all’articolo 13;
  2. b) da euro 500 a euro 2.500 chiunque danneggi la segnaletica o le opere realizzate per la percorribilità e la sosta lungo i sentieri della REAA;
  3. c) da euro 500 a euro 2.500 chiunque danneggi, alteri o chiuda tratti della REASTA;
  4. d) da euro 100 a euro 1.000 chiunque esegua interventi manutentivi non autorizzati;
  5. e) da euro 500 a euro 2.500 chiunque acceda o transiti sulla REASTA con mezzi a motore senza la necessaria autorizzazione; in caso di recidiva è previsto il sequestro conservativo del mezzo a garanzia del pagamento della sanzione comminata.

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Gustav Thoeni insieme a Paolo De Luca





di Alessandra D'Auria 31 maggio 2016