Attrezzatura Scialpinismo

Gli sci migliori per praticare Scialpinismo


Gli sci da scialpinismo devono essere molto leggeri ed allo stesso tempo rigidi, si differenziano in sci da gara e sci allmountain. Le Marche che consigliamo per gli sci da scialpinismo, sono : SKITRAB, LA SPORTIVA, DYNAFIT, K2, ATOMIC, VOLKL.

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Lo scialpinismo per essere praticato necessità sci simili a quelli per lo sci alpino, ma più leggeri e di attacchi che agevolino il percorso in salita liberando il tallone nella parte posteriore e utilizzando una “pelle di foca” che viene applicata alla soletta dello sci per rendere posssibile l’avanzamento e la tenuta in salita.

Mentre per intraprendere la discesa “la pelle di foca” viene staccata e riposta nello zaino e viene bloccato l’attacco anche nella parte posteriore. La pelle di foca inizialmente era naturale, mentre oggi si utilizzano pelli sintetiche.

CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI SCI PER SCIALPINISMO

In genere gli sci da alpinismo devono essere lunghi 10 cm in meno della misura della persona che li indossa, sia uomo che donna, e devono essere scelti anche in base al rapporto peso/altezza, perchè questo può determinare la stabilità durante la discesa, soprattutto nella conduzione della curva. Se sidevono affrontare dislivelli impegnativi, si consiglia di utilizzare uno sci leggero e poco sciancrato; mentre se si affrontano discese su neve fresca, è preferibile usare uno sci più largo per avere una sciata confortevole e divertente. Nella struttura dello sci, vengono utilizzati materiali compositi di ultima generazione come carbonio e kevlar, che rinforzano le fibre esterne dello sci in modo da aumentare la rigidezza torsionale dello stesso; l’anima è realizzata invece in legno ultraleggero.

Leggi anche : Come scegliere gli sci da scialpinismo, guida e consigli

GEOMETRIE DEGLI SCI DA SCIALPINISMO

Il Camber : curvatura centrale

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MODELLO SCI

VALUTAZIONE Neveclub

PREZZO

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il ponte centrale è rialzato con lo sci scarico, per una buona presa e buona tenuta della lamina.

Il Rocker : curvatura in spatola e coda

il punto di contatto è al centro dello sci, spatola e coda sollevati a dargli una forma a banana, si accorcia la zona della lamina ed aumenta la facilità di entrata in curva.

Lo sci misto con Camber e Rocker invece è realizzato con Rocker sul lato esterno per facilitare l’entrata in curva, il Camber sull’interno per avere un buon grip in tutte le condizioni.

Le Marche che consigliamo per gli sci da scialpinismo, sono : SKITRAB, LA SPORTIVA, DYNAFIT, K2, ATOMIC, VOLKL.

DIFFERENZE TRA SCI DA SCIALPINISMO

Terminerei questo mio racconto segnalandovi (anche scherzosamente e senza offendere nessuno) quella che è la giusta “suddivisione moderna” del tipo di sci che è divisa in cinque grosse categorie:

  • Scialpinismo Gara: sci specifico, adatto agli atleti o sciatori con un ottimo livello tecnico in discesa e salita (anche solo per le gare vertical) oppure a persone non agoniste ma con alte ambizioni di prestazione in lunghe salite. Insomma: è “quel tipo” con la tutina e con attrezzatura ultraleggera. Solitamente risale a ritmo “indiavolato” pendii e piste da sci, sia di giorno che di notte e quando arriva in cima toglie subito le pelli e si fionda giù senza badar troppo allo stile e alla tecnica. Stesso “tipo” che quasi tutte le domeniche partecipa ad una gara.
  • Scialpinismo Sportivo: sci adatto alle Guide Alpine, professionisti della montagna (Soccorso Alpino), sciatori di buon e ottimo livello, senza grandi esigenze agonistiche (non da escludere). Insomma: è “quel tipo” vestito “ginnico” ma con la tutina nascosta… trucca l’attrezzatura rendendola il più leggera possibile. Risale a gran ritmo i pendii e piste da sci sia di giorno che di notte ma lontano dalle gare… per non sfigurare troppo. Quando arriva in cima toglie le pelli senza togliere gli sci perché lo ha imparato da poco. Scende senza badar troppo alla tecnica… dicendo che non serve a più di tanto. Durante la stagione partecipa ai raduni e alle gare meno famose, per “fare risultato”.
  • Scialpinismo Classico: adatto agli sciatori di buon livello, che amano la montagna a 360°, senza il bisogno di curare prestazione e pesi. Insomma: è “quel tipo” di vecchio stampo, normalmente ha più di 50 anni, conosce meticolosamente il nome di tutte le montagne, è sempre contento e sorridente. Se per caso lo incontri, non ti molla più, perché ti deve elencare le gite degli ultimi tre anni. Quando sale fa foto quando scende anche. Arrivato giù al parcheggio, prima di tornarsene a casa si fa fare un’ultima foto da un passante accanto ai suoi gloriosi sci che proprio quel giorno hanno compiuto 15 anni…
  • Scialpinismo Moderno: anche in questo caso è uno sci adatto alle Guide Alpine, e ai “professionisti” della montagna, ma con un occhio di riguardo al peso/larghezza e alle prestazioni soprattutto in discesa. Insomma: è “quel tipo” che ama degli itinerari lontani da tutto e tutti. Peccato che per quei benedetti “cento metri” di pendio esclusivo, normalmente percorre più di qualche ora con gli sci in spalla (anche nella vegetazione) oppure su una stradina noiosissima che non finisce mai. Ciò che lo sostiene nella sua caparbietà è il pensiero di essere stato tra le prime cinque persone al mondo a sciare in un determinato posto. E’ colui che parte con il buio e torna con il buio facendo preoccupare ad ogni week end mogli, genitori e parenti.
  • Scialpinismo Freeride; Adatto alle Guide Alpine che accompagnano spesso i propri clienti nelle discese in neve fresca, e a tutte le persone che “salgono poco per scendere tanto”… quindi con poco controllo del peso. Adatto all’uso abbinato agli impianti da risalita, con breve avvicinamenti al punto di partenza. Insomma: è “quel tipo” a cui importa solo della discesa. Quello che dice che ha trovato la polvere anche a venti gradi sopra lo zero. Si riconosce da lontano dal passo lento e dall’attrezzatura pesante e voluminosa. Quando sale sbuffa di continuo lamentandosi che si fa sempre troppa fatica e che non è allenato. Quando invece inizia a scendere si accorge subito che la neve fa schifo anche questa volta.








di Alessandra D'Auria 21 febbraio 2017