Scialpinismo

Scale di difficoltà dello Scialpinismo : facciamo chiarezza !


Il problema della classificazione delle difficoltà dello scialpinismo ha origini lontane ed ha sempre suscitato perplessità nei frequentatori della montagna invernale, infatti a differenza dell’alpinismo, nello scialpinismo è sicuramente più difficile elaborare un sistema di classificazione oggettivo. I fattori che influiscono sono molti, come la temperatura, la qualità e la quantità della neve. Per queste ragioni, si sente parlare di “scale” di difficoltà e non di una sola scala univoca. La scala più completa è la scala VOLO.

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Come premessa teniamo a sottolineare che le scale di difficoltà nello scialpinismo sono solamente un indicazione “generica” da valutare prima della partenza, nella scelta del percorso, per decidere la praticabilità dell’itinerario in base alla nostra esperienza e capacità tecniche. La valutazione più importante è però quella della difficoltà reale che varia da momento a momento anche durante la stessa escursione scialpinistica, infatti le condizioni meteo o la variazione della temperatura possono influire in maniera sostanziale nel variare i gradi reali di difficoltà del percorso che si stà percorrendo. A questo proposito prima di parlare delle scale di sicurezza nello scialpinismo, poniamo l’attenzione sulla prudenza e sulla conoscienza della montagna e di tutti gli aspetti ad essa legati : temperatura, meto, bollettino valanghe ed attrezzatura di sicurezza (pala, sonda, arva, etc….)

 Scala Blachère

La prima scala di difficoltà dello scialpinismo che prenderemo in considerazione è la Scala Blanchère, che è di fatto la più utilizzata in tutto l’arco alpino, fù introdotta negli anni quaranta dal francese Gérard Blachère. Nelle guide francesi e svizzere non viene più utilizzata, mentre è ancora molto in uso in Italia.

La scala Blachère prevede 3 soli gradi:

  • MS – medio sciatore: pendii facili, fino a 30 gradi;
  • BS – buono sciatore: pendii fino a 40 gradi, per tratti brevi e poco esposti;
  • OS – ottimo sciatore: pendii anche oltre 40 gradi, passaggi obbligati ed esposti.

L’eventuale aggiunta di una A (MSA, BSA, OSA) indicava la presenza di difficoltà alpinistiche, come tratti rocciosi o ghiacciai.

Scala Traynard

La seconda scala di difficoltà dello scialpinismo si basa sulla difficoltà operativa della discesa.

La scala Traynard prevede 6 gradi:

  • S1: itinerario facile che non richiede tecnica particolare.
  • S2: pendii e valloni ampi, fino a 25 gradi.
  • S3: pendii fino a 35 gradi; richiede buona tecnica su ogni tipo di neve.
  • S4: pendii fino a 45 gradi senza forte esposizione; tra 30 e 40 gradi con esposizione forte o passaggi stretti; richiede una tecnica ottima.
  • S5: pendii da 45 a 50 gradi senza forte esposizione; a partire da 40 gradi con esposizione forte.
  • S6: pendii oltre i 55 gradi senza forte esposizione; a partire da 50 gradi con esposizione forte.

François Labande integrò la scala precedente con la difficoltà in salita : lunghezza dell’itinerario, ripidezza, continuità dei pendii, esposizione, pericoli operativi, quota, isolamento :

  • F: facile
  • PD: poco difficile
  • AD: abbastanza difficile
  • D: difficile
  • TD: molto difficile
  • ED: estremamente difficile

Scala Volo

La scala di difficoltà per scialpinismo più completa oggi è la scala VOLO che si compone di 3 elementi :

L’elemento sci

si riferisce alla discesa con gli sci e si rappresenta con livelli da 1 a 5.

  • Il livello 1 rappresenta il passaggio dal fondo escursionistico allo sci-alpinismo, con pendii inferiori ai 30° di pendenza e dislivelli ridotti.
  • Il livello 2 vede comparire pendii che sporadicamente raggiungono i 35°
  • Il livello 3 è il vero e proprio sci-alpinismo, con pendii che non superano i 35° con passaggi brevi a 40/45°
  • Il livello 4 è quello forse più frequentato dagli appassionati del ripido ed è lo sci-alpinismo di livello superiore portato nei canali e/o su pendii sostenuti (per più di 200 metri) a 40/45°
  • Il livello 5 è quello che introduce allo sci estremo, trattando di pendii a 45° per oltre 300 metri oppure di 50° per oltre 100 metri.

L’elemento esposizione

L’elemento esposizione della scala Volo è suddiviso in quattro livelli a seconda della conformazione del pendio riferito all’eventuale caduta (aperto o con rischio di impatto su parete, salto su roccia o su parete) e quindi ci dice che a livello 1 ce la si può cavare, cadendo, sia pur con rischio di ferite, mentre a livello 4 si muore. Viene espresso facendolo precedere dalla lettera ‘E’, ad esempio ‘E1’ o ‘E4’.

L’elemento ingaggio

L’elemento ingaggio può invece andare da I a IV, dove il grado I più basso rappresenta un itinerario dall’ingaggio basso, e quindi con percorso evidente. I gradi successivi rappresentano rispettivamente un ingaggio medio, elevato e molto elevato, e portano con se, progressivamente, la necessità di disporre anche di una buona padronanza della tecnica alpinistica oltre che dello sci, di una consapevole conoscenza del terreno e di un preventivo studio dell’itinerario stesso.

In sostanza una medesima salita può essere quotata come

  • 3.2/F/E2 nella gradazione originale, poco diffusa
  • 3.2/E2 in una notazione ‘abbreviata’ ma sufficiente
  • I/3.2/E2 nella notazione ‘estesa’ con l’ingaggio

 





di Alessandra D'Auria 19 febbraio 2017