Tecnica Sci

CORSO DI SCI ALPINO : Check Point n°2 : Verso l’inverno


L’uniforme JAm SESSION Ssi lasci alle spalle una splendida estate sul ghiacciaio dI Les Deux Alpes per priettarsi verso l'inverno 2016..... Durante questo inverno saranno tanti gli articoli in cui JAM ci spieghera i segreti della tecnica dello Sci Alpino.

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La stagione dello sci estivo è stata fantastica! Undici settimane intensissime con condizioni di neve eccellente ed abbondante e la possibilità di sciare tanto e bene. Ed eccoci qui a un passo dal nuovo inverno a parlare ancora di tecnica.

L’estate per noi è sempre stata un vero e proprio «laboratorio didattico» in cui convergono e si fondono le esperienze accumulate dai nostri maestri, allenatori, istruttori durante l’inverno, in sedi e con testi differenti. Il dibattito estivo sui temi tecnici e didattici, all’interno dello staff, è sempre intenso e appassionante e viene vissuto in diretta, con grande partecipazione sul campo come in aula, insieme agli allievi dei nostri corsi. Condividerlo con voi lettori, è altrettanto appassionante e lo sarà tanto più quanto più avremo vostri riscontri per approfondire concetti e sensazioni, scambiare opinioni, chiarire scopi e modalità di movimenti ed esercizi.

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Di cosa vi parleremo quest’anno? Fedeli alla tradizione Jam Session-Check Point, lontani da dogmi e luoghi comuni, cercheremo di esporre modi nuovi per capire movimenti antichi in chiave moderna. Perché nella tecnica dello sci, per lo sciatore comune, «è cambiato tutto (apparentemente), ma non è cambiato niente»; per imparare veramente l’importante è non stancarsi di voler conoscere «bene e continuamente» le radici dell’azione dello sciatore (e non le leggende metropolitane), sperimentando e aprendosi ad approcci nuovi e anticonvenzionali, immagini e sensazioni speciali che insegnino a «vivere» col proprio corpo gli aspetti motori fondanti del gesto tecnico. Di cosa parleremo quindi in questa stagione ? Mi sembra importante una riflessione: un tema molto trascurato in questi ultimi vent’anni (dall’avvento del «supertecnica» nel ‘92 ad oggi) è quello della destrezza.

La voglia di «conduzione» ha creato una generazione di sciatori poco destri, poco abili, sciatori «sugli spigoli» ma paradossalmente pessimi gestori degli spigoli stessi, degli spazi e dei tempismi esecutivi. I timidi tentativi di cimentarsi in neve fresca (frutto della nuova voglia di freeride che contagia anche il più accanito «pistaiolo») mettono a nudo senza pietà le carenze dello sciatore d’oggi (anche di quello considerato di buon livello) sul piano della coordinazione, della reattività, della capacità di anticipo motorio. E non bisogna dimenticare che queste sono caratteristiche da sviluppare sempre, essenziali anche per chi vuole migliorare nella curva condotta. Per rimediare a questa carenza uno degli argomenti che riprenderemo assolutamente e al quale dedicheremo una puntata è l’appoggio del bastoncino: argomento «antico e dimenticato» che, se affrontato nel modo giusto (funzionale e non formale), porterà a liberare enormi risorse motorie, giocando un ruolo fondamentale nella coordinazione globale, negli equilibri e nella rapidità di azione. E qui ci sarà da sbizzarrirsi, come analisi del gesto e come esercizi, soprattutto a secco. Un altro tema molto importante e questa volta tipico della sciata moderna sarà quello della solidità. ne abbiamo parlato in diversi articoli e varrà la pena riprendere l’argomento per trasmettere nuove immagini e sensazioni che possano farci capire cosa significhi veramente essere «solidi», precisi sugli spigoli e senza cedimenti a livello di ginocchia e bacino, spesso difficili da percepire. è così che parleremo della visualizzazione e del monitoraggio dei «sei punti», corrispondenti alle caviglie, alle ginocchia e alle anche; per imparare a rilevare inopportuni spostamenti di ognuno di essi rispetto all’insieme. Le spalle saranno i due punti aggiuntivi che vedremo come mettere in relazione ai primi sei. Parleremo anche della gestione delle inclinazioni e delle rotazioni, facendo distinzione tra «movimento assoluto» e «movimento relativo», anche qui con indicazioni pratiche per saper gestire spostamenti diversi di diverse parti del corpo all’interno di un unico movimento globale. Altro argomento da approcciare in modo innovativo sarà quello degli spostamenti laterali del blocco tronco-bacino-testa tutto intero invece di continuare a concentrare l’attenzione sul solo bacino. Si parlerà anche di cosa si intende per «cambio di direzione» e si sosterrà che va individuato non nella fase di inversione di spigolo, bensì al passaggio dello sciatore sulla massima pendenza (sorpresi ?).

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Queste e altre «pensate» che forse faranno balzare qualcuno sulla sedia, ma che ci aiuteranno a guardare fuori dagli schemi, a inquadrare l’azione in modo non convenzionale, trovando nuovi spunti per attuare azioni efficaci. Ad esempio allenare la mente e i piedi a «voler segare il terreno». Proviamolo seduti alla scrivania in ufficio mettendo i piedi di spigolo da una parte, ad esempio come in una curva a sinistra, appoggiamoli bene… e ora proviamo a segare il pavimento con quegli spigoli, imparando a percepire come la semplice idea del segare il pavimento provochi uno spontaneo incremento di inclinazione, di intensità d’azione muscolare di entrambi gli arti inferiori ed una sorprendente efficacia al taglio… vogliamo parlare ancora di presa di spigolo ?

Avete mai notato che se mettete i piedi di spigolo questi vanno in direzione opposta a quella del corpo? Provate a sedervi su un tavolo con i piedi «penzoloni», immaginate di voler fare una curva verso sinistra e di mettere con decisione i due piedi di spigolo… visto che inclinandoli decisamente come in una curva a sinistra, questi si sono indirizzati decisamente a destra? Di qui una serie di considerazioni a nostro avviso «illuminanti» sulle direzioni relative dei piedi e del corpo, sugli effetti di rotazioni di femori e tibie sotto il bacino e sopra ai piedi… e molto altro. Parleremo anche di come si possa aumentare l’efficacia nella presa di spigolo imparando a rilassare i muscoli del viso (curioso, vero?), oppure di come si possa sciare bene scegliendo indifferentemente di concentrarci ritmicamente sulla fase di equilibrio di ogni curva (il secondo terzo di curva) o sulla fase di disequilibrio (uscita-ribaltamento-ingresso e pre-attacco). vi accompagneremo poi in una serie di considerazioni sull’importanza di quella che abbiamo battezzato «l’intenzione di direzione»:

non la semplice esortazione a «guardare avanti», ma il saper decidere dove si vuole andare e l’essere coscienti di quanto un’intenzione giusta determini la più efficace alchimia in termini di direzione dell’azione, intensità e tempismo esecutivo, precisione. Questi e molti altri temi saranno a turno al centro delle nostre attenzioni, per condividere le nostre sperimentazioni con voi, sciatori con la nostra stessa voglia di capire e di migliorare. Coscienti che una maggiore consapevolezza ed una maggiore ricchezza di percezioni ci consentiranno di sviluppare ed automatizzare movimenti più complessi e adattamenti spontanei ad ogni situazione.

CONSIGLI PRATICI

AGILI E ABILI

maggior effetto rispetto all’argomento trattato in ogni puntata. Il primo consiglio della stagione potrebbe essere di mettere nei propri obiettivi lo sviluppo della destrezza, quella che con lo sci moderno, volto principalmente alla conduzione in velocità su terreni ben battuti e uniformi, tende a essere trascurata. Dedichiamo un po’ di discese al ritmare sequenze di curve, senza nozioni e pretese particolari, semplicemente cercando di rispettare un ritmo che ci mettiamo in testa. Curviamo in piccoli spazi e facciamo serie di non più di 8-10 curve fermandoci ogni volta. In questo modo potremo fare molte serie nella stessa discesa imparando a controllare velocità e ritmo in funzione del doversi fermare ogni 8-10 curve. Verifichiamo che ci sia una buona continuità e costanza nel ritmo ed una buona elasticità e prontezza nell’azione. Andiamo a cercare un terreno un po’ sconnesso (senza esagerare) e ripoviamo lo stesso ritmo e le stesse sequenze. Terreno ancora più sconnesso e ripetizione. Acquisiremo un feeling ed una prontezza di esecuzione via via maggiori. La fiducia nei nostri mezzi aumenterà a vista d’occhio come anche il piacere di affrontare terreni dal fondo impegnativo. Questo sarà il primo passo per aprire nuovi orizzonti al nostro modo di sciare, in pista come fuori.

Per info ed approfondimenti : jamsessionskitour.it





di Valerio Malfatto 12 dicembre 2015